Bidoni per la raccolta differenziata

di Daniele Bovi

Quasi quattro milioni di euro in più quest’anno e altri cinque il prossimo anno. A tanto ammonteranno gli aumenti della bolletta dei rifiuti che i perugini pagheranno nel 2024 e nel 2025. Le tariffe approderanno mercoledì in commissione Bilancio e arrivano dopo che Auri (l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico), la settimana scorsa ha dato l’ok ai Piani economico-finanziari 2024-2025 dei diversi sub ambiti.

In Umbria Come spiegato giorni fa dal presidente dell’Autorità Antonino Ruggiano, in Umbria gli aumenti oscillano tra il 5 e il 9 per cento; i calcoli sono stati fatti secondo il metodo stabilito da Arera (l’Autorità di regolazione di energia reti e ambiente), che prevede per i due anni in questione una «rivalutazione monetaria» pari quasi al 14 per cento a causa dell’inflazione registrata nel biennio 2022-2023, principalmente a causa del caro energia; meccanismi che prevedono quindi un adeguamento all’inflazione con un ritardo strutturale di circa due anni. Alcune decurtazioni sono state fatte ma la stangata c’è.

TASSA RIFIUTI, IN UMBRIA AUMENTI FRA IL 5 E IL 9%

Perugia Per quanto riguarda Perugia in termini percentuali nel 2024 si parla del 7,6 per cento: il gettito Tari al netto delle riduzioni tecniche passa dai 47,7 milioni del 2023 ai 51,6 del 2024, mentre nel 2025 – quando secondo Auri verranno inseriti anche i costi non riconosciuti – la cifra non tenendo conto delle riduzioni tecniche lievita fino ai 56,7 milioni di euro.

Le famiglie Partendo dalle utenze domestiche, che garantiranno oltre il 57 per cento del gettito, gli aumenti riguardano sia la parte fissa che quella variabile: per quanto riguarda la prima si va da 1,48 euro a metro quadro per chi abita solo fino a 2,12 per nuclei familiari di oltre sei persone; per i primi l’aumento è 3 centesimi a metro quadro, 4 per le famiglie di 2 persone e cinque centesimi per tutti gli altri. Venendo alla parte variabile, per chi vive da solo passa da 96,1 a 108,8 euro, per due persone da 179,9 a 203,70, per tre persone da 199,9 a 226,3, per quattro persone da 219,9 a 249, per cinque persone da 246 a 278,6 e oltre le sei persone da 270 a 306 euro.

Le imprese Anche per quanto riguarda le utenze non domestiche, divise in una trentina di categorie, ci sono parti fisse e variabili e relativi aumenti. La tassa più salata la paga chi ha banchi di mercato in cui si vendono generi alimentari (dai 14 ai 15,30 euro al metro quadro), seguiti da ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizzerie al taglio (tra gli 11,4 e i 12,4 euro), ipermercati (fra i 9,5 e i 10,5 euro), ristoranti, pizzerie, bar e pasticcerie (tra i 9 e gli 11 euro), ospedali e case di cura (tra i 9 e i 10 euro) mentre per gli alberghi si parla di poco meno di 6 euro.

Date e agevolazioni Nulla cambia invece per le date: entro il 31 maggio andrà pagata la prima rata, entro il 31 luglio la seconda, entro il 30 settembre la terza ed entro il 2 dicembre la quarta; per chi vorrà – o potrà – pagare in un’unica soluzione invece il termine ultimo è il 16 giugno. Confermata anche la riduzione massima di 35 euro per chi porta i rifiuti nei centri di raccolta nonché le agevolazioni per il cosiddetto «disagio ambientale», cioè per chi vive nei dintorni degli impianti di Ponte Rio, Pietramelina e Borogiglione: sul piatto ci sono 200 mila euro (20 mila in meno rispetto a un anno fa) con “sconti” dal 30 all’80 per cento a seconda della distanza dall’impianto.

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